Troffiette de Recco (Troffiette di Recco)

1 Marzo 2019 0 Di admin

Troffiette de Recco (Troffiette di Recco)

Primi piatti

Troffiette de Recco (Troffiette di Recco)

Nate nella Riviera di Levante probabilmente ai tempi delle crociate, le trofiette erano la versione povera degli gnocchi, fatte di sola acqua e farina. La forma è affusolata e forma un ricciolo. Sembra che il nome derivi dal termine ligure “strufuggià”, ovvero strofinare, che è il movimento manuale che viene fatto per dare questa forma. Non è facilissimo “strufuggià” per chi non è esperto, ma con la pratica si può imparare. Ci sono tre diverse tipologie di trofiette: classiche, “avvantaggiate” o “bastarde” e si differenziano per l’impasto. Le classiche di Recco sono fatte con farina di grano duro macinata con la semola, mentre la versione “avvantaggiata” è fatta con farina bianca tagliata con farina integrale. In ultimo c’è la variante “bastarda”, nata in tempi di guerra, quando i nostri contadini essiccavano le castagne per ottenere la farina, che utilizzavano al posto di quella di grano. Le trofiette, fino alla metà del secolo scorso erano poco conosciute. Erano tipiche del Golfo Paradiso e venivano prodotte e consumate solo nei borghi marinari di Recco, Sori e Camogli. È negli anni 60 che escono dai confini del Golfo Paradiso e arrivano a Genova, dove appunto il termine “trofie” o “troffie” era già ampiamente noto, indicando però il formato di pasta nato dalla lavorazione di farina e patate.

Ingredienti

  • Dosi per 4 persone:
  • 500 gr. di farina di grano duro macinata con la semola
  • un uovo
  • 150 gr. di fagiolini verdi piccoli
  • sale
  • pesto

Istruzioni

  • Porre sulla madia la farina a fontana; sgusciarvi al centro l'uovo e montarlo leggermente, quindi unire l'acqua necessaria ad ottenere un impasto piuttosto consistente.
  • Lasciar riposare per circa un'ora, coprendo con un canovaccio umido.
  • Trascorso tale tempo, staccare dalla pasta dei pezzetti grandi pressapoco quanto un cece; allungarli uno ad uno sulla madia, col palmo della mano, sino a raggiungere una lunghezza di 3 cm. circa; contemporaneamente imprimergli la forma di una spirale appuntita alle estremità.
  • A chi non troverà agevole quest'ultima operazione, consigliamo l'uso d'un ferro da calze: attorcigliando su di esso i pezzetti di pasta, si otterrà quasi la stessa forma avvitata.
  • Pulire, lavare i fagiolini, lessarli per circa 20 minuti in acqua salata, quindi unire le troffiette: quando saranno cotte. scolarle e condirle col pesto
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